Cosa si può fare con una sequenza di sei note?

Piano Soundboard è una piccola ma molto vivace comunità di pianisti nata su Facebook dalle ceneri di “The Piano Cloud”, ereditandone una buona parte dei componenti e dello spirito di condivisione e dialogo.

Piano Soundboard
Piano Soundboard

Periodicamente vengono proposti dei “challenge”, delle sfide più con sè stessi che contro gli altri musici, per stimolare la curiosità e la creatività, ed andare oltre la cosiddetta “comfort zone”, le solite cose che suoniamo e componiamo tutti i giorni.

la sequenza incriminata!

In effetti uno dei modi migliori per stimolare la creatività è proprio quello di porre dei vincoli sul materiale a disposizione, sullo stile, sulla durata… in questo caso, dopo democraticissima votazione, la scelta è ricaduta sul “6 notes sequence challenge”, in cui si prescrive di elaborare una composizione basata su una sequenza di 6 note assegnata.

Oltre l’interesse del fatto compositivo / improvvisativo, è sempre una sorpresa andare a scoprire cosa siano riusciti a creare “gli altri”: una grande varietà di stili, di modi di suonare, di comporre, di creare, di intendere la musica. Dialogo.

Vi lascio alla playlist, 14 brani di 14 autori provenienti da tutto il mondo.

Amatene e, come al solito, condividetene come se non vi fosse un domani 🙂

Bocelli, lascia in pace le tigri

Probabilmente non ve ne frega una favetta secca di ciò che sto per scrivere, ma lasciatemelo fare – in fondo è il mio blogghettino del menga, in cui tutto mi è permesso.

Il sito ansa.it oggi riporta, in un articolo sulla pagina Spettacoli, l’immensa tenerezza da Andrea Bocelli provata nel cantare insieme al figlio durante una manifestazione svoltasi al Teatro del Silenzio.

Ora, con tutta la tenerezza e l’orgoglio di cui è capace Endriu Bocells, non sarebbe malaccio anche che lo stesso evitasse di rompere le balle alla tigre Shina. Pare infatti che:

[sia] stato sorprendente per il pubblico vedere sul palco anche l’ingresso di una vera tigre, un segno di continuità con lo spettacolo dello scorso anno ispirato dal connubio tra opera e arte circense. “L’ho voluta io”, rivendica con orgoglio Andrea Bocelli, che ama il contatto con la natura e, in particolare, andare a cavallo [e altre varie cosette]

Questo modo di mostrare le fiere al pubblico “sorpreso” (mi pare che siamo nell’anno MMXVII) è a mio giudizio tipico di una sottocultura fondalmentalmente idiota, che ama ancora vedere l’esposizione dell’esotico, dello “strano”, spesso facendo uso di creature – creature, non oggetti inanimati – che non hanno chiesto di essere sottoposte a questo tipo di seccatura: la tigre non si diverte, sapevatelo.

E se anche gli / le si chiedesse il permesso, credo che il felino ci manderebbe cortesemente a cagare.

Ora, obbietteranno che la creatura non ha subito alcun tipo di violenza eccetera, eccetera, eccetera, cazzate, cazzate.

Ok, facciamo così: stateci voi in cattività, e di tanto in tanto fatevi vedere da noi pubblico curioso, perché siete strani, siete belli, siete esotici, e tutto ciò ci provoca sollazzo.

Alla faccia dell’evoluzione.

 

 

Ciao mondo!

In ogni blog che si rispetti è tradizione mantenere il sottobeneamato “Ciao mondo!” come articolo d’esordio.

Non sottraendomi al Grande Rito, vorrei solo precisare che il plantigrado di cui sopra non sarà forse Napo Orso Capo, ma ci tiene comunque a mandarvi il suo ciaone d’ordinanza.

Amatene tutti, ad maiora!

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