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Pretty Sick

Come il titolo dovrebbe lasciar intendere si tratta di una collaborazione non proprio sana, tuttavia salvifica (non si sa bene per chi).

Sta di fatto che il cangiante music bzur ha ritenuto opportuno lanciarsi alla cieca su questa nuova e mirabolante avventura con Beta Psi, col suo fedele mononeurone Half,  mirabile esempio di musicista vulcaniana in territorio… terrestre.

Pretty Sick - voi cosa ci vedete?

Ed eccoci qui con questo bel singolo un po’ synthpop, un po’ synthwave un po’ cdc e anche un po’ mds, per la gioia del pubblico festante, magno gaudio.

Ve lo potete sorbire qui, nella magnificenza dell’immarcescibile spotiferio:

Anagram Reloaded

Questa è la mia prima collaborazione con l’ottimo musico e pianista romano Gian Marco La Serra: cinque brani originariamente concepiti per pianoforte solo, rivisti ed arricchiti con un bel quartetto d’archi.

La parte per me interessante di questo lavoro è l’aspetto del dialogo reciproco fra gli strumenti, del “sapersi ascoltare” a vicenda senza prevaricazioni.

Questo giuoco di eterna ricerca di equilibrio è forse uno dei condimenti dell’attivita compositiva, uno degli elementi che la rende così interessante… in un certo senso crea dipendenza, ma senza troppi strascichi se non talvolta delle simpatiche occhiaie alla Bela Lugosi.

vi farò sputare sangue

Oh, quasi dimenticavo… collegato a questo album, o meglio all’album originale c’è un bell’indovinello ideato da Gian Marco, con in palio la sua e la mia discografia completa in formato ad alta risoluzione.

Come funziona il giochino? Bene, prendiamo i titoli originali dei brani:

  • Intro
  • Op. 0
  • Bathed Roots
  • Fade
  • End

Utilizzando tutte le lettere che compongono i titoli, bisogna comporre una frase di senso compiuto, in inglese. Insomma, un’anagramma – altrimenti che senso avrebbe il titolo dell’album?

Gian Marco ci suggerisce (ebbene, non conosco nemmeno io la soluzione…) che si tratta di un’esortazione.

Chi riuscirà a risolvere l’enigma?

Sweet Child O’ Mine

Questo singolo che ho pubblicato agli inizi di luglio non necessiterebbe di presentazioni, senonché questa versione synthwave del brano dei Guns (con parte cantata al vocoder) credo sia veramente una delle collaborazioni più strambe cui abbia mai partecipato – l’idea originale, e la realizzazione di una gran parte della traccia è del validissimo Jayber C., con cui spero di produrre presto altri lavori.

Le premesse sono ottime, specie se sopravviviamo alla giusta sassaiola dei fans dei Guns!

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